Un ricordo, detto a voce
«Avevo sedici anni e andavo nell'officina di zio Carlo. La mattina mi aspettava già sulla porta, con il caffè in mano. Diceva che prima di aggiustare un motore bisognava imparare ad ascoltarlo.»
Amemoria è appena nata: dodici domande, dodici settimane, tutto su WhatsApp. Ecco cosa succede, passo per passo — ed è più semplice di quanto sembri.
Pensati per chi risponde tanto quanto per chi regala.
Indichi tu chi vuoi intervistare — un genitore, un nonno, anche un fratello lontano. Servono un nome e il suo numero WhatsApp. Prima parlane con lui o lei: l'intervista parte dopo la conferma all'invito che riceve sul suo WhatsApp.
Ogni settimana, su WhatsApp, una domanda semplice, mai banale: non «come stai» ma «come hai conosciuto papà». Risponde a voce (nota vocale trascritta) o per iscritto, quando vuole nella settimana.
Le 12 risposte diventano i capitoli di un libro digitale (PDF), pronto alla fine delle 12 settimane. La stampa fisica è un passo separato, non inclusa in questo lancio.
«Avevo sedici anni e andavo nell'officina di zio Carlo. La mattina mi aspettava già sulla porta, con il caffè in mano. Diceva che prima di aggiustare un motore bisognava imparare ad ascoltarlo.»
Avevo sedici anni e andavo nell'officina di zio Carlo. La mattina mi aspettava già sulla porta, con il caffè in mano. Diceva che prima di aggiustare un motore bisognava imparare ad ascoltarlo.
Esempio inventato per illustrare il passaggio dal racconto alla pagina; non è una testimonianza né l'anteprima di un libro già prodotto.